Autore: redazione

  • Lugana Festival: a Sirmione il vino incontra cucina, musica e territorio

    Lugana Festival: a Sirmione il vino incontra cucina, musica e territorio

    Oltre 2.500 presenze per la prima edizione della manifestazione dedicata al Lugana DOC. Quattro giornate tra degustazioni, cantine aperte, masterclass e un concorso gastronomico che ha premiato il Ristorante Inchiostro.

    Un calice può essere il punto di partenza per conoscere un territorio, incontrare chi lo coltiva e scoprirne la cucina. È questa l’idea che ha accompagnato la prima edizione del Lugana Festival, che dal 16 al 19 ottobre 2026 ha animato Sirmione con degustazioni, visite in cantina, incontri e spettacoli.

    Promossa dall’Amministrazione Comunale di Sirmione e dal Consorzio Tutela Lugana DOC, la manifestazione ha registrato oltre 1.500 partecipanti tra il Lugana Hub di Palazzo Callas e le visite alle aziende vitivinicole, ai quali si sono aggiunte circa 1.000 presenze agli eventi gratuiti. Un debutto che ha coinvolto centro storico, frazioni e luoghi di produzione, costruendo un itinerario attraverso le diverse espressioni della denominazione.

    A Palazzo Callas, l’incontro con i produttori

    Cuore del Festival è stato il Lugana Hub di Palazzo Callas, sede per tre giorni dell’Enoteca della manifestazione. Qui il pubblico ha potuto assaggiare le etichette e confrontarsi direttamente con i produttori, approfondendo le storie e le scelte che accompagnano ogni vino.

    Le attività dell’Hub hanno richiamato oltre 1.000 partecipanti, tra banchi d’assaggio e appuntamenti di approfondimento. Le masterclass guidate hanno affrontato gli abbinamenti gastronomici, la degustazione alla cieca e l’evoluzione del Lugana nel tempo, accanto ai temi della sostenibilità e della qualità certificata.

    Un’occasione per esplorare quanto una stessa denominazione possa offrire interpretazioni differenti e trovare nuovi punti d’incontro con la tavola.

    Cantine aperte per conoscere il Lugana dove nasce

    Il percorso è proseguito nelle cantine del territorio, attraverso visite ed esperienze organizzate dalle aziende vitivinicole. Entrare nei luoghi di produzione ha permesso agli appassionati di avvicinarsi al lavoro quotidiano che precede l’assaggio e alle persone che contribuiscono all’identità del vino.

    A collegare Sirmione, le frazioni e le realtà produttive è stato il servizio gratuito di navette Lugana Express, pensato per accompagnare la scoperta del territorio.

    Per Fabio Zenato, presidente del Consorzio Tutela Lugana DOC, proprio l’incontro diretto fra pubblico e produttori rappresenta uno dei risultati più significativi di questa prima edizione: un’esperienza capace di rafforzare il legame tra la denominazione, il paesaggio e l’accoglienza del Garda.

    Il concorso gastronomico: vince il Ristorante Inchiostro

    La cucina ha avuto un ruolo importante nel programma, trovando nel concorso gastronomico un momento dedicato al dialogo tra piatti e vino.

    Il primo posto è andato al Ristorante Inchiostro, seguito dal Ristorante Girasole, secondo classificato, e dal Ristorante Belvedere, terzo. All’Hotel Catullo è stato assegnato il premio speciale intitolato ad Ambra Tiraboschi, figura storica che ha contribuito alla crescita e alla valorizzazione della denominazione.

    La competizione ha messo in evidenza le opportunità offerte dagli abbinamenti gastronomici: un modo per conoscere il Lugana DOC attraverso la sensibilità dei cuochi e la loro interpretazione degli ingredienti.

    Racconti, jazz e nuove esperienze sonore

    Accanto alle degustazioni, il Festival ha proposto un programma culturale aperto anche a chi desiderava avvicinarsi al vino attraverso altri linguaggi.

    Pablo Trincia, con Lugana Chronicles: un viaggio alle radici di un calice, ha accompagnato il pubblico alla scoperta delle origini del vino e delle storie del territorio. Il Sara Longo Quartet ha firmato un omaggio jazz a Ornella Vanoni, mentre le performance Glass Harp e Terroir di Sarc:o hanno esplorato il rapporto tra vino, suono e tecnologia.

    Gli appuntamenti hanno coinvolto anche le frazioni di Lugana e Colombare, ampliando la manifestazione oltre il centro storico.

    Un progetto che guarda alle prossime edizioni

    La giornata conclusiva, lunedì 19 ottobre, ha aperto il confronto al mondo professionale, con approfondimenti dedicati a qualità, sostenibilità, comunicazione e sviluppo della denominazione.

    La sindaca di Sirmione, Luisa Lavelli, ha sottolineato il valore di una proposta capace di far incontrare pubblico e produttori attraverso esperienze diverse, esprimendo l’auspicio che il Festival diventi un appuntamento duraturo.

    Il primo bilancio offre così una base per far crescere il progetto, mantenendo al centro ciò che ne ha caratterizzato il debutto: la possibilità di conoscere il Lugana attraverso gli assaggi, la cucina e l’incontro con la comunità che lo produce.

  • “DIABETIAMO” – Ristorazione più inclusiva per le persone con diabete di tipo 1 e 2

    “DIABETIAMO” – Ristorazione più inclusiva per le persone con diabete di tipo 1 e 2

    L’Associazione Diabetici Parma ODV presenta ufficialmente “Diabetiamo”, un progetto innovativo e senza scopo di lucro che mira a rendere la ristorazione più vicina, inclusiva e accessibile per le persone con diabete di tipo 1 e 2.
    L’anteprima nazionale si è tenuta il 9 aprile alle 17.00 presso EFA Studio di Architettura (Borgo Lalatta 10, Parma) – Navata delle Arti.

    Il progetto “Diabetiamo” nasce con l’obiettivo di sensibilizzare il settore della ristorazione
    sull’importanza della conta dei carboidrati (CHO) e sull’offerta di menu che “facilitano la vita” per consentire alle persone con diabete di tipo 1 e 2 di gestire al meglio la propria alimentazione fuori casa.


    L’iniziativa ha ottenuto il patrocinio del Comune di Parma, Azienda Ospedaliero-Universitaria, Azienda Unità Sanitaria Locale di Parma e Università di Parma oltre al patrocinio a livello Regionale di Fe.d.er (Federazione delle Associazioni di Diabete dell’Emilia-Romagna). Fondamentale la collaborazione con Parma Quality Restaurants (PQR), il Consorzio che riunisce i migliori ristoratori della città e della provincia, impegnato nella valorizzazione della cultura culinaria locale attraverso un approccio inclusivo.
    ll progetto “Diabetiamo” nasce con l’obiettivo di sensibilizzare il settore della ristorazione e più in generale del settore Ho.Re.Ca sull’importanza della conta dei carboidrati (CHO) e sull’offerta di menu dedicati per consentire alle persone con diabete di tipo 1 e 2 di gestire al meglio la propria alimentazione fuori casa. “In Italia, si stima che oltre 3,9 milioni di persone convivano con il diabete, di cui circa 300.000 con diabete di tipo 1. “Prendersi cura della persona con diabete non significa solo prescrivere le migliori terapie disponibili o porre in atto tutte le necessarie strategie di screening delle complicanze, ma anche operare concretamente nel quotidiano per rimuovere le barriere che rendono difficile seguire uno stile di vita ottimale”, dichiara il dott. Federico Cioni, Specialista in Medicina Interna e
    Scienza dell’ Alimentazione. Diabetiamo vuole abbattere queste difficoltà, offrendo soluzioni
    concrete per migliorare la qualità della vita di chi è affetto dalla patologia.


    Un nuovo standard per la ristorazione diabetico-friendly
    Ad oggi, otto ristoranti hanno già aderito al progetto e stanno implementando menù con il dettaglio della conta dei carboidrati, garantendo così maggiore trasparenza nutrizionale e un’esperienza più sicura per chi convive con il diabete. Inoltre Diabetiamo prevede anche un percorso formativo per il personale dei locali aderenti, con nozioni specifiche generali sulla gestione del diabete e le principali esigenze per dei pazienti diabetici. “L’alimentazione è uno dei fattori che incidono maggiormente sulla patologia del diabete, oggi la tecnologia e la consapevolezza di informazioni fondamentali come la quantità di carboidrati in un piatto al ristorante, in viaggio, al lavoro, al bar, in hotel o nelle scuole per i più piccoli è fondamentale per la gestione del diabete. Comunicare vuol dire mettere a fattor comune, creare un dialogo, condividere informazioni che portano vantaggi concreti nella vita di
    tutte le persone con diabete”, dichiara Alessandro Mastropasqua, Vicepresidente Associazione Diabetici Parma. L’associazione vuole aprire un dialogo con tutti, quotidianamente, abbiamo scelto di mettere a fattor comune più informazioni, interlocutori e mercati, fatti da professionisti, medici, imprenditori, non sarà facile ma ci proviamo per un futuro migliore.”

    www.associazionediabeticiparma.it
    “Un elemento fondamentale della ristorazione è l’accoglienza e questo vuol dire prestare attenzione anche alle esigenze alimentari diverse, come il diabete, senza però rinunciare alla qualità della proposta culinaria. Il progetto Diabetiamo coinvolge esperti del settore, grazie ai quali i ristoranti, apportando piccoli accorgimenti ai loro piatti, possono creare menù sempre più inclusivi per gli ospiti. Ad esempio per quanto riguarda il nostro locale, fra i dolci in carta ce n’è uno alla frutta per il quale è bastato sostituire lo zucchero semolato con la stevia, per adattarlo ai regimi alimentari delle persone diabetiche. Un piccolo cambiamento che non incide sul nostro piatto, ma va a rendere l’esperienza ristorativa maggiormente inclusiva e adatta anche alle persone che soffrono di questa patologia” dichiara Andrea Nizzi, chef PQR del Ristorante 12Monaci.

    Un impegno condiviso tra volontariato, scienza e ristorazione. Il progetto è coordinato da un Comitato Organizzatore composto da esperti del settore:

    • Responsabile progetto: Alessandro Mastropasqua, Vicepresidente dell’Associazione Diabetici Parma ODV, diabetico di tipo 1, promotore dell’iniziativa, nonché responsabile comunicazione e relazione istituzionali di una multinazionale (Gruppo Custom S.p.A.);
    • Coordinamento Progetto: Stefania Mossini;
    • Consulente Scientifico: Dott. Federico Cioni, supportato dalle dottoresse Sara Bencivenni e Camilla Bandiera, entrambe specializzate in scienze dell’alimentazione e affette da diabete di tipo 1.
  • Mercato della Terra 2025: scopri i sapori del Canavese

    Mercato della Terra 2025: scopri i sapori del Canavese

    Torna per la 9ª edizione il Mercato della Terra e della Biodiversità, evento enogastronomico che celebra i prodotti d’eccellenza del Canavese e di tutta Italia. Il 10 e 11 maggio, le vie di San Giorgio Canavese ospiteranno produttori locali e Presidi Slow Food, offrendo ai visitatori un’esperienza tra gusto, cultura e tradizione.

    Prodotti e Attività Dalla Farina Bona del Ticino allo Zafferano di San Gavino Monreale, dalla Papaccella Napoletana al Fagiolo Rosso di Lucca, il Mercato offre un viaggio tra sapori unici. Oltre alla mostra-mercato, il programma prevede attività didattiche per bambini, spettacoli musicali e un pic-nic nelle storiche dimore del borgo, dove si potranno degustare vini locali.

    Tema 2025: “BELLEZZA – Coltiva il Paesaggio” L’agricoltura, oltre a fornire prodotti di qualità, modella il paesaggio e arricchisce il territorio. L’evento pone l’accento sulla necessità di pratiche agricole sostenibili per preservare la biodiversità e l’armonia ambientale.

    Un legame con la storia Il Mercato della Terra vuole rievocare l’antico mercato settimanale di San Giorgio, crocevia di scambi e incontri. Tra musica, street food e degustazioni, l’evento mira a mantenere vive le tradizioni locali, coniugando passato e presente.

    Info pratiche

    • Quando: 10-11 maggio 2025
    • Dove: Centro storico di San Giorgio Canavese
    • Orari: Sabato 15:00-23:00, Domenica 9:00-18:00
    • Social: Facebook e Instagram @mercatoteb_sangiorgiocanavese

    Un’occasione imperdibile per scoprire sapori autentici e immergersi nella cultura del territorio!

  • Dal 5 aprile parte la campagna AIL “Un Uovo per la Vita”

    Dal 5 aprile parte la campagna AIL “Un Uovo per la Vita”

    Quest’anno a Pasqua fai un gesto che scalda il cuore e acquista l’uovo di AIL.

    AIL – Associazione Italiana contro Leucemie, Linfomi e Mielomarinnova la storica campagna dedicata alle Uova di Pasqua, con l’obiettivo di unire ciò che è divenuto un simbolo dell’Associazione, il racconto delle storie dei pazienti e l’impegno sociale di AIL.

    L’iniziativa Uova di Pasqua AIL, in programma nei giorni 4, 5 e 6 Aprile in tutta Italia, “storico” appuntamento con la solidarietà promosso dall’Associazione che da oltre 55 anni è al fianco dei pazienti ematologici e delle loro famiglie, viene realizzata da 32 anni grazie al contributo di migliaia di volontari e all’opera delle sue 83 sezioni AIL provinciali. La manifestazione ha permesso in tanti anni di sostenere e mettere in campo importanti progetti di Ricerca Scientifica e Assistenza e ha contribuito a far conoscere i rilevanti progressi e i risultati ottenuti nel trattamento dei tumori del sangue.

    La campagna, che si articola su più media, ha la sua massima espressione nello storytelling dello spot video. Un film che attraverso una serie di ritratti emozionanti mostra il valore solidale che simboleggia l’Uovo di Pasqua AIL. Il momento più toccante si manifesta nel ritratto finale, che ritrae una paziente ematologica, sottolineando il significato profondo rappresentato dalla scelta di un Uovo di Pasqua AIL.

    “Per chi affronta un tumore del sangue, quest’uovo non è solo un simbolo pasquale, ma rappresenta la speranza e un futuro oltre la malattia” afferma Rita Smoljko, Responsabile Comunicazione AIL.

    Daniele Scarpaleggia, coordinatore del progetto, sottolinea inoltre: “Attraverso questa campagna vogliamo trasmettere un messaggio di solidarietà e di vicinanza ai pazienti e alle loro famiglie. L’Uovo di Pasqua AIL è un piccolo grande gesto che può fare la differenza per chi sta affrontando un momento difficile”.

    AIL da oltre 55 anni mette al primo posto il paziente con tumore del sangue e il sostegno alla Ricerca Scientifica. I risultati negli studi scientifici e le terapie innovative sempre più efficaci e mirate, hanno determinato grandi miglioramenti nella diagnosi e nella cura dei pazienti ematologici, adulti e bambini. È necessario proseguire intensamente su questa strada e investire con continuità sempre più risorse nella Ricerca per raggiungere ulteriori traguardi e rendere queste malattie sempre più guaribili. L’Ematologia italiana attraverso i Centri di Terapia e grazie all’opera quotidiana delle 83 sezioni provinciali AIL e delle sue migliaia di volontari, garantisce la continuità assistenziale e terapeutica.

    La campagna video è stata prodotta da Sedici:9 con la regia di William9.  La declinazione stampa è stata realizzata da Carlo Furgeri Gilbert. Sarà On air dal 20 Marzo sulle principali emittenti televisive, canali digitali, stampa, radio e affissioni. www.ail.it/

  • Vinitaly 2025: novità sui vini NoLo e tutti gli eventi imperdibili

    Vinitaly 2025: novità sui vini NoLo e tutti gli eventi imperdibili

    La 57ª edizione di Vinitaly, in programma a Verona dal 6 al 9 aprile 2025, si preannuncia ricca di novità e appuntamenti imperdibili per gli appassionati e i professionisti del settore vinicolo. Tra le principali innovazioni di quest’anno spicca l’inclusione ufficiale dei vini No-Low alcohol (NoLo) nel programma della fiera. Questa scelta strategica risponde alla crescente domanda di prodotti a basso o nullo contenuto alcolico, ampliando l’offerta e aprendo nuove opportunità di mercato. ​

    L’annuncio di questa iniziativa è stato dato a Gedda, in Arabia Saudita, durante la masterclass “Italian Grapes Reimagined: an Alcohol Free Tasting Experience”, organizzata da Vinitaly. L’evento ha offerto ai partecipanti un’esperienza di degustazione esclusiva di vini dealcolati e cocktail a zero alcol, sottolineando l’importanza di adattarsi alle nuove tendenze del mercato globale. ​

    Federico Bricolo, presidente di Veronafiere, ha dichiarato: “Vinitaly è crocevia delle tendenze che da sempre intercetta, monitora e analizza al fine di potenziare servizi e contenuti per le nostre aziende espositrici e per il settore. In questa ottica, da quest’anno, i vini NoLo entrano per la prima volta nel programma della rassegna per potenziare il ruolo di Vinitaly, che apre nuovi mercati e affronta le sfide dell’evoluzione della domanda”. ​

    Per valorizzare questa nuova categoria, Vinitaly 2025 prevede l’allestimento di un’Enoteca dedicata ai vini dealcolati, con un banco mescita esclusivo. Inoltre, nel padiglione Mixology, i cocktail a zero alcol saranno protagonisti, evidenziando l’interesse crescente verso alternative più salutari nel consumo di bevande.

    Il programma della fiera include anche due eventi chiave:​

    1. “Zero alcol e attese del mercato” (8 aprile): una conferenza che analizzerà il mercato dei vini dealcolati e le nuove aspettative dei consumatori. ​
    2. “Tecnologia 0.0: produzione e innovazione a confronto” (9 aprile): un evento dedicato alle tecnologie di produzione dei vini NoLo e al loro impatto sul settore vinicolo. ​

    Entrambi gli appuntamenti sono organizzati in collaborazione con l’Unione Italiana Vini e supportati dall’Osservatorio Uiv-Vinitaly, offrendo una visione completa dell’evoluzione di questo segmento in crescita. ​

    Oltre alle novità legate ai vini NoLo, Vinitaly 2025 ospiterà eventi di grande rilevanza: tra questi:

    • 5StarWines – the Book (1-3 aprile): nona edizione della degustazione alla cieca che seleziona i migliori vini per la pubblicazione nella guida 5StarWines – the Book. ​
    • OperaWine 2025 (5 aprile): evento esclusivo organizzato in collaborazione con Wine Spectator, che offre a giornalisti e professionisti internazionali l’opportunità di degustare i migliori vini italiani presentati dai più grandi produttori selezionati dalla rivista statunitense.

    La fiera sarà preceduta da Vinitaly and the City 2025, il fuori salone che animerà il centro di Verona dal 4 aprile, con l’inaugurazione ufficiale prevista alle 18:00 presso la Loggia di Fra Giocondo. Il brindisi inaugurale sarà accompagnato da Teàtrico Castello di Meleto 1256, un Metodo Classico ottenuto esclusivamente da uve Sangiovese coltivate nel cuore di Gaiole in Chianti, simbolo dell’eleganza e dell’innovazione che caratterizzano l’evento.

    Vinitaly 2025 si conferma quindi come un appuntamento imperdibile, capace di coniugare tradizione e innovazione, rispondendo alle esigenze di un mercato in continua evoluzione e offrendo ai partecipanti un’esperienza completa nel mondo del vino.

  • Pinsa con burrata, carciofi grigliati e speck Alto Adige IGP

    Pinsa con burrata, carciofi grigliati e speck Alto Adige IGP

    Recla propone gli Stick e i Cubetti di Speck Alto Adige IGP in formato pratico per realizzare tantissime ricette. Questi alimenti, perfetti per chi cerca velocità senza rinunciare al gusto autentico, incarnano la qualità e la tradizione delle specialità dell’Alto Adige, con una formula innovativa e pratica che risponde alle esigenze della cucina moderna.

    Gli Stick di Speck Alto Adige IGP sono sottili fiammiferi dal sapore ricco e delicato, mentre i Cubetti, più piccoli e compatti, racchiudono tutta la bontà del celebre speck. Entrambi sono realizzati con carne di alta qualità, lavorata con cura secondo le antiche ricette della famiglia Recla, che da generazioni seleziona solo i migliori ingredienti per garantire un prodotto finale impeccabile. L’affumicatura leggera con legno di faggio e la stagionatura perfetta donano a questi speck un gusto inconfondibile, che non tradisce mai le aspettative.

    Il punto di forza di questi prodotti sta nella loro versatilità. Gli Stick e i Cubetti di Speck Alto Adige IGP si prestano a una miriade di preparazioni, da antipasti veloci a piatti più elaborati. Che siano serviti come snack sfiziosi o utilizzati per arricchire una pizza rustica o un risotto, sono ideali per chi desidera esprimere la propria creatività in cucina senza compromettere la qualità.

    Inoltre, il formato pratico e compatto – Stick da 70 g e Cubetti da 100 g – li rende perfetti per essere sempre pronti all’uso. La loro presenza in cucina si fa sentire in modo discreto, ma decisivo: basta un’aggiunta per trasformare un piatto semplice in un’esperienza gustativa unica. Recla, con la sua lunga tradizione e l’attenzione alle moderne necessità, ha creato un prodotto che coniuga il meglio delle tecniche artigianali con la praticità della cucina contemporanea.

    Gli Stick e i Cubetti di Speck Alto Adige IGP sono anche il cuore di molte ricette creative, facili e veloci. Un esempio? La pinsa con burrata, carciofi grigliati e Speck Alto Adige IGP, un piatto che può essere preparato in soli dieci minuti, ideale per un pranzo veloce o una cena leggera. Basterà infornare una base di pinsa pronta, aggiungere la burrata, i carciofi sott’olio, i pinoli tostati e, infine, gli Stick di Speck, per un piatto saporito e nutriente. Un pizzico di pepe e qualche foglia di basilico freschissimo completeranno il tutto, regalando un tocco di freschezza che esalta ogni singolo ingrediente.

    Gli Stick e i Cubetti di Speck Alto Adige IGP sono un esempio perfetto di come la tradizione possa incontrare l’innovazione, offrendo un’esperienza gastronomica completa, pratica e gustosa. La qualità delle carni, il processo di lavorazione attento e le ricette che esaltano ogni sfumatura del sapore sono garanzia di una cucina che sa come stupire. Con Recla, ogni piatto diventa una festa per il palato.

    Per maggiori informazioni: www.recla.it

    Ecco una gustosa ricetta semplice da fare a casa:

    PINSA CON BURRATA, CARCIOFI GRIGLIATI E SPECK ALTO ADIGE IGP
    10 minuti – facile 1 persona


    Ingredienti:

    1 base di pinsa pronta
    100 gr burrata
    70 gr Recla Speck Alto Adige IGP Stick
    3-4 carciofi sott’olio grigliati
    1 cucchiaino di pinoli
    basilico
    pepe

    Preparazione:

    Preriscaldare il forno a 220°.

    1. Nel frattempo, sgocciolare i carciofi dall’olio e tagliarli a fettine.
    2. Infornare la pinsa per 5-6 min.
    3. Farcirla con la burrata spezzettata, i carciofi, lo Speck Alto Adige IGP Stick e i pinoli tostati.
    4. Completare con le foglioline di basilico spezzettate e un pizzico di pepe.
  • Caruso Nuovo Bistrot propone il menù di primavera

    Caruso Nuovo Bistrot propone il menù di primavera

    Caruso Nuovo Bistrot, presso il Grand Hotel et de Milan, è l’ultima esperienza gourmet a Milano dello chef stellato Gennaro Esposito.

    Una cucina conviviale, mediterranea, elegante, dove l’ospite sente il calore di casa e allo stesso tempo, assapora piatti ricercati ma immediati e appaganti: questo è il Caruso Nuovo Bistrot, in cui classicità e contemporaneità si intrecciano alla proposta gastronomica portata in tavola dall’Executive chef Francesco Potenza e firmata dallo chef Gennaro Esposito.

    Il ristorante ha aperto le sue porte  a gennaio 2024, all’interno del Grand Hotel et de Milan e con la sua piacevole veranda si affaccia sulla piazzetta Croce Rossa diventando in pochissimo tempo il punto di riferimento e d’incontro per il quadrilatero di via Montenapoleone. Per gli interni, firmati Dimorestudio, sono stati mantenuti  i dettagli storici degli ambienti, riportando alla luce uno spazio con colonne, intarsi, pavimenti in graniglia, tutti elementi tipici di una Milano classicista, aggiungendo elementi di forte carattere nel rispetto della struttura, in un meticoloso percorso di ricostruzione storica, e dando così vita a uno spazio eclettico, da viaggiatore cosmopolita, dove l’Oriente incontra l’Occidente.

    La filosofia alla base della proposta gastronomica del Caruso Nuovo Bistrot è fatta di radici e di tradizioni, con particolare riferimento alla cucina partenopea dei due chef. Un Bistrot dove ritrovare il calore della famiglia e del cibo condiviso, che diventa esperienza intima di un riunirsi intorno al tavolo, per creare ricordi, per mettere in compartecipazione chiacchiere e racconti, portate e condimenti. D’altra parte, il Caruso Nuovo Bistrot è da sempre luogo di ritrovo, salotto di Milano che narra di persone, di cibo, di cultura e di teatro. “Le origini sono il punto di incontro e di appartenenza per coltivare nuovi frutti” racconta la famiglia Bertazzoni. Radici comuni, rappresentate anche dalla musica e dall’arte: da un lato la vivacità e la leggerezza della Penisola Sorrentina con la poesia partenopea; dall’altro, la storia e l’eleganza di Milano e dell’opera, con il Teatro alla Scala, il Risorgimento e Giuseppe Verdi. E’ nato così un ristorante che si è distinto per la sua mediterraneità, per i colori e profumi e i sapori intensi delle materie prime, protagoniste assolute del menù. Il tutto nel calore dell’accoglienza e nella capacità del team di sala di far sentire l’ospite sempre al centro. Un locale che porta con sé l’allegria e il carattere di un bistrot, leggero e salottiero.

    IL MENU’ DI PRIMAVERA

    I SAPORI DI UNA NUOVA STAGIONE PIENA DI SOLE
    Anche al Caruso Nuovo Bistrot arriva la primavera, e con sé porta una ventata frizzantina di novità nel nuovo menu stagionale del ristorante. A ispirare le nuove proposte sono le verdure e i legumi di stagione, come le fave, i piselli, gli asparagi, ingredienti semplici ma ognuno con un proprio carattere.
    La proposta gastronomica del ristorante del Grand Hotel et de Milan è firmata dallo chef Gennaro Esposito e portata in tavola dall’Executive chef Francesco Potenza e mantiene la personalità fortemente mediterranea che fin da subito l’ha contraddistinta: un’unione tra la tradizione partenopea e quella milanese, sempre mantenendo un occhio di riguardo all’italianità e alla ricerca dei prodotti freschi e all’eccellenza delle materie prime. Il gioco all’interno dei piatti del ristorante è di esaltare la tradizione
    mediterranea con i prodotti del Sud Italia, con un’identità precisa fatta di convivialità e italianità.
    Accanto ai piatti ormai signature, insostituibili poiché firma della personalità gastronomica del Caruso Nuovo Bistrot, si affiancano le proposte del menù primaverile, con un occhio di riguardo alle sfumature del verde e alle primizie di stagione. Tra queste, gli antipasti Un’insalata di mare contemporanea, con salsa di lattuga, acqua di pomodoro, e diversi pesci con molteplici cotture; e Seppia e piselli, un piatto in cui
    nessun elemento viene sprecato: l’osso essiccato della seppia viene grattugiato come elemento di sapidità, mentre i piselli in varie consistenze permettono di giocare con i sapori del piatto: uniti con la menta regalano una nota balsamica, con i baccelli si fa il brodo utilizzato per la cottura della seppia.
    Tra i primi piatti regala il ricordo del mare il Tagliolino ai ricci di mare, fave e pepe di Sechuan, i cui i ricci di mare arrivano direttamente dalla Puglia o dalla Sicilia, e hanno quindi un sapore più dolce che amarognolo, che si sposa bene con il retrogusto balsamico del pepe; il Plin ripieno di ricotta di bufala dop, bruscandoli saltati e melissa, in cui la tradizione del Nord si incastra in modo perfetto con il Sud, grazie alla mantecatura con il burro allo zafferano. Come un risotto a primavera è un’ode ai vegetali
    e ai sapori freschi e profumati di questa stagione: l’estrazione di asparago bianco, le fave, i piselli, gli asparagi, vengono completati dal succo concentrato di arancia che dona una spinta frizzantina al piatto.

    Un altro piatto sicuramente omaggio alla tradizione mediterranea è il Baccalà alla bella donna, in cui tutta la ricetta ha inizio dal concentrato di pomodoro da cui si ricrea il sugo alla puttanesca, con origano, olive a rondelle, e infine il baccalà cotto a bassa temperatura abbinato alle puntarelle.
    Tra i dessert, è impossibile non citare la Melanzana al cioccolato, una preparazione frequente nelle case e nelle tradizioni del Sud Italia, in particolare tra Campania e Puglia, ma che a Milano non si vede facilmente, in una particolare versione vegana; e il Dolce scrigno, dalla base di yuzu e limone, un cremoso allo yogurt, e che al suo interno si apre come uno scrigno rivelando un ripieno di mousse di pistacchio al cui centro c’è la composta di lampone.
    “Dopo sei mesi dall’apertura in cui abbiamo affinato il lavoro di squadra sia in sala che in cucina, siamo pronti a presentare un menu che rispecchia al 100% la filosofia gastronomica mediterranea ed elegante del Caruso Nuovo Bistrot” afferma l’Executive chef Francesco Potenza “Un menu di carattere, che esprima al meglio la nostra identità e la direzione che abbiamo preso con costanza e determinazione. Un omaggio alle primizie primaverili che la nostra terra ci regala in abbondanza, dalla Lombardia alla Campania”
    A partire da lunedì 15 aprile, in occasione del Salone del Mobile, il Caruso Nuovo Bistrot apre il suo dehor esterno, sempre con la formula all day dining che contraddistingue il ristorante.

    CARUSO NUOVO BISTROT
    Piazzetta Croce Rossa, 20122 Milano (MI)
    +39 02/72314039
    caruso@grandhoteletdemilan.it

  • La Cucina … “Allargata”!

    La Cucina … “Allargata”!

    La Cucina Allargata è il nome che abbiamo scelto e che meglio ci rappresenta. Siamo gli stessi che abbiamo creato, dapprima il magazine cartaceo e poi il sito, Cipria Magazine tanti anni fa. ll claim di Cipriamagine è “un tocco di bellezza nella tua vita”. Per questo ci piace parlarvi di tutto quello che, secondo noi, può darci piacere e rendere più belle le nostre giornate. Il claim di questo sito è, invece, “sono un tocco di gusto nella tua vita!”.

    L’ amore per se stessi, prima di tutto, a partire dalla salute, della cura del corpo e del viso. La voglia di giocare con il trucco sempre alla scoperta di nuove tendenze, di nuovi colori e di nuove texture. Per non parlare dei profumi, i veri interpreti dei nostri sensi, capaci di sedurre, ammaliare e farci ricordare.

    L’amore per la nostra anima, che cerchiamo di nutrire con l’arte, dalla letteratura al teatro, dai buoni film alle mostre.

    Per chi se lo può permettere, esistono luoghi ove è più facile vivere immersi nella più spettacolare natura, con un concentrato di cultura e storia a portata di mano, e, non un ultima, una cucina stellare. Sono le Spa e i centri benessere situati nei posti più belli d’Italia.

    Tutto questo è Cipriamagazine. Ma per noi c’è un altro tipo di bellezza, che appaga i sensi e il cuore: la cucina. Non quella dei grandi chef, che ci hanno fatto l’onore di raccontare le loro storie di successo e regalarci le loro ricette, ma la cucina di casa. Quella che si fa per la famiglia, per chi è sempre a dieta, per le nipoti quando ci vengono a trovare, per ricordare e tramandare quella che facevano le mamme e addirittura le nonne. Per cercare di rifare un piatto assaggiato durante un viaggio, dove (io lo faccio sempre) abbiamo addirittura comperato quella pentola che usano soltanto lì (sono tornata dal Marocco con una vera pesantissima Tajine) , il libro di ricette più autentico (giuro che ho un libro di ricette vickinghe che mi ha portato mia figlia maggiore dal circolo polare artico e gli ingredienti introvabili da noi.

    Perché uno spazio dedicato alla “La Cucina Allargata”?

    Perché spazieremo dai ricordi di famiglia, e nella nostra famiglia convivono tradizioni venete, toscane, emiliane, siciliane….perché da ogni viaggio siamo tornate, e speriamo di poter riprendere presto, con ricordi e profumi che si esprimono un una nuova ricetta.

    Non aspettatevi la perfezione, noi cuciniamo solo per portare in tavola pranzo, cena, merende e per le occasioni speciali (Natale, Pasqua, ecc…).

    Siamo noi stesse ammiratrici e seguaci di tutti i migliori siti di cucina, che consultiamo spessissimo. A volte ci dimentichiamo di fare le foto con le varie sequenze, la scenografia non esiste, ma ogni ricetta ha una storia, tiene vivo un ricordo, o spera di rendere felice qualcuno. A volte, anzi molto spesso, sono esperimenti. E vi renderemo partecipi anche degli insuccessi!

    Perché abbiamo scelto come nome “La Cucina Allargata” ?

    Perché siamo una famiglia un po’ allargata (beh, direi molto allargata), dove le donne hanno una netta prevalenza e, per noi, scambiarci consigli, ingredienti, ricette, foto di successi o insuccessi, è normale e vorremmo condividere con voi questa nostra quotidianità.

    Chi siamo?

    Io sono Maruska e  adoro cucinare nel rispetto delle tradizioni di ogni regione (italiana) o Paese diverso che mi incuriosisce. Sono mamma di Michela Vittoria (intollerante ai latticini, fornirà ricette alternative), di Francesca (forse la meno appassionata di cucina riesce però a sorprenderci) e di Federica (la più alternativa ma non per questo meno rigorosa). Sono anche una nonna entusiasta di Sara (attenta sperimentatrice della cucina vegana) e Alessia (appassionata di cucina orientale). Gli uomini? Quelli che vedete nella foto sono tutti acquisiti per matrimonio o fidanzamento. Noi amiamo dire che ce li scegliamo e, se amano cucinare o mangiare con passione, ne teniamo ancora più conto nella nostra scelta!

     

    Chi siamo?

    Io sono Maruska e  adoro cucinare nel rispetto delle tradizioni di ogni regione (italiana) o Paese diverso che mi incuriosisce. Sono mamma di Michela Vittoria (intollerante ai latticini, fornirà ricette alternative), di Francesca (forse la meno appassionata di cucina riesce però a sorprenderci) e di Federica (la più alternativa ma non per questo meno rigorosa). Sono anche una nonna entusiasta di Sara (attenta sperimentatrice della cucina vegana) e Alessia (appassionata di cucina orientale). Gli uomini? Quelli che vedete nella foto sono tutti acquisiti per matrimonio o fidanzamento. Noi amiamo dire che ce li scegliamo e, se amano cucinare o mangiare con passione, ne teniamo ancora più conto nella nostra scelta!

  • La Paella de marisco

    La Paella de marisco

    La paella de marisco (o valenciana) è sicuramente la più conosciuta da noi turisti. Oggi mi cimento in questa preparazione, ostinandomi a prepararla seguendo una ricetta originale valenciana (su Google tutti vantano la “ricetta originale”. Ma ormai siamo scafati e sappiamo che, non solo ogni regione spagnola, ma ogni famiglia, ha la sua “ricetta esclusiva”).

    La paella de marisco come la preparo io è sufficientemente complicata che mi piace pensare sia quella originale.

    Ma le mie certezze sono cadute quando, durante un week end a Barcellona, e durante la visita immancabile al mercato della Bouqueria, l’ ho vista preparare al momento. Mi trovavo al bancone di uno dei ristoranti all’interno (ristorante è una parola grossa, era un bancone con dietro tutti i fornelli, griglie e pentoloni che friggevano) dove dei velocissimi e incredibili “chef” cucinavano al momento deliziosi piatti di pesce, fra cui la “paella”. Avevano padelle (paelle) di ferro pesante dove in pochi minuti, rigirando in continuazione il riso (per noi un delitto!), insieme al pesce, lo facevano saltare e …voilà , servita. Sicuramente era buonissima, si vedeva dalla “faccia”. Ma ha fatto saltare tutte le mie certezze sull’esigenza di seguire alla lettera le ricette tradizionali. Comunque, proverò anche la versione rapida, ma intanto vi propongo la paella che ho cucinato poco tempo fa.

    Ingredienti per 4 persone:

    • Riso Bomba, 320 grammi a persona. Vi dico dove arriva il mio pragmatismo. Non ho trovato il riso Bomba in Italia e l’ho ordinato su Amazon. Non dico il prezzo perché ho voluto dimenticarlo (euro 16,20 per 1 kg)

    • Brodo di pesce (vendono i  dadi al supermercato, io lo trovo all’Esselunga) 640 cc.
    • 8 gamberi.
    • 8 cozze.
    • 1 seppia di media grandezza.
    • 200 gr di vongole.
    • Un po’ di zafferano
    • una manciata di piselli surgelati sbollentati

    Penso che non sia necessario spiegare come metterle sul fuoco per farle aprire, poi si tiene solo il mezzo guscio,

    Le seppie vanno pulite e tagliate in pezzi di 2 o 3 cm

    I gamberi devono essere devenati, ad alcuni potete tenere la testa perché è decorativa

    Ingredienti per il soffritto:

    Se intendete ripetere l’esperienza, vi conviene fare una dose doppia, metterete una metà in freezer e  vi risparmierete un bel valoro la prossima volta

    • 1 peperone verde
    • una cipolla
    • 1 peperoncino rosso
    • 2 spicchi d’aglio
    • 2 pomodori (che sbollenterete e sbuccerete)
    • 1 cucchiaio di chorizo. Io non l’avevo e l’ho sostituito degnamente con l’anduja calabra. Oppure un pezzo di salciccia piccante napoletana
    • 1 foglia di alloro
    • Olio extra vergine di oliva e sale

    Procedimento per la paella de marisco:

    Nettate i peperoni, la cipolla e l’aglio e tritate tutto insieme

    • Mettere sul fuoco la padella per paella (capitolo a parte!), con poco olio di oliva, quando si è ben scaldato aggiungere le verdure tritate e il sale. Cuocere fino a quando diventano leggermente dorate (15 minuti), mescolandole ogni tanto
    • Aggiungere i pomodori sbucciati e tritati, insieme al chorizo, o all’anduja (che buona!). Fare amalgamare per 3/4 minuti. Prelevatene una metà che potrete freezzerare per la prossima volta.
    • Preparare il brodo di pesce (o brodo normale, o acqua se non avete altro) portandolo a ebollizione tenendolo pronto
    • Aggiungere le seppie tagliate nella padella con il soffritto, rosolare per 5 minuti
    • Aggiungete i piselli sbollentati

    • Aggiungete il riso e mescolate per un paio di minuti
    • Aggiungete il brodo bollente, lo zafferano, l’alloro e le vongole
    • Scuotete la padella per distribuire bene il riso
    • Quando riprende il bollore, appoggiate sulla superficie le cozze e i gamberi, senza mescolarle
    • abbassare la fiamma al minimo e cuocere per circa 18-20 minuti
    • l’ortodossia della paella dice che non si deve più mescolare, al massimo scuotere la padella ogni tanto leggermente

    Servire in tavola la paella de marisco

    • se tutto ha funzionato bene, il riso deve aver assorbito tutto il brodo, essere leggermente al dente, ma ben cotto. Se così non fosse, usiamo i trucchi che conosciamo: se c’è troppo brodo, alziamo la fiamma fino a completo assorbimento. Se il riso è ancora duro, aggiungere il brodo (o acqua) sempre bollenti
    • Spegnare la fiamma, coprite con un foglio di alluminio (o una coperchio grande se l’avete),  lasciate riposare 5 minuti
    • servite in tavola direttamente la padella (o paella), dove ogni commensale si servirà direttamente. Oppure fate voi le porzioni dividendo equamente riso, frutti di mare, seppie e gamberi

    Come è  riuscita la mia paella di  marisco?

    Non tutte le ciambelle riescono col buco, e non tutte le paelle sono cotte a puntino. Io per paura che il riso non cuocesse, l’ho tenuto sul fuoco qualche minuto in più. Il sapore era ottimo (e ci  mancherebbe con tutti quei super ingredienti!) ma il riso era un po’ troppo cotto). Quindi fate molta attenzione alla cottura.

    La padella da “paella di marisco”

    Sapete tutti che “paella” vuol dire semplicemente “padella”. Io vi consiglio, solo se pensate di usarla abbastanza spesso, la vera padella in ferro, pesante, da trattare con cura. Non va mai lavata con acqua, ma strofinata con carta cucina imbevuta di olio fino a completa pulizia. Poi si ripone con un’ultima passata di olio pulito e avvolta in carta