Categoria: FOOD

  • Pinsa con burrata, carciofi grigliati e speck Alto Adige IGP

    Pinsa con burrata, carciofi grigliati e speck Alto Adige IGP

    Recla propone gli Stick e i Cubetti di Speck Alto Adige IGP in formato pratico per realizzare tantissime ricette. Questi alimenti, perfetti per chi cerca velocità senza rinunciare al gusto autentico, incarnano la qualità e la tradizione delle specialità dell’Alto Adige, con una formula innovativa e pratica che risponde alle esigenze della cucina moderna.

    Gli Stick di Speck Alto Adige IGP sono sottili fiammiferi dal sapore ricco e delicato, mentre i Cubetti, più piccoli e compatti, racchiudono tutta la bontà del celebre speck. Entrambi sono realizzati con carne di alta qualità, lavorata con cura secondo le antiche ricette della famiglia Recla, che da generazioni seleziona solo i migliori ingredienti per garantire un prodotto finale impeccabile. L’affumicatura leggera con legno di faggio e la stagionatura perfetta donano a questi speck un gusto inconfondibile, che non tradisce mai le aspettative.

    Il punto di forza di questi prodotti sta nella loro versatilità. Gli Stick e i Cubetti di Speck Alto Adige IGP si prestano a una miriade di preparazioni, da antipasti veloci a piatti più elaborati. Che siano serviti come snack sfiziosi o utilizzati per arricchire una pizza rustica o un risotto, sono ideali per chi desidera esprimere la propria creatività in cucina senza compromettere la qualità.

    Inoltre, il formato pratico e compatto – Stick da 70 g e Cubetti da 100 g – li rende perfetti per essere sempre pronti all’uso. La loro presenza in cucina si fa sentire in modo discreto, ma decisivo: basta un’aggiunta per trasformare un piatto semplice in un’esperienza gustativa unica. Recla, con la sua lunga tradizione e l’attenzione alle moderne necessità, ha creato un prodotto che coniuga il meglio delle tecniche artigianali con la praticità della cucina contemporanea.

    Gli Stick e i Cubetti di Speck Alto Adige IGP sono anche il cuore di molte ricette creative, facili e veloci. Un esempio? La pinsa con burrata, carciofi grigliati e Speck Alto Adige IGP, un piatto che può essere preparato in soli dieci minuti, ideale per un pranzo veloce o una cena leggera. Basterà infornare una base di pinsa pronta, aggiungere la burrata, i carciofi sott’olio, i pinoli tostati e, infine, gli Stick di Speck, per un piatto saporito e nutriente. Un pizzico di pepe e qualche foglia di basilico freschissimo completeranno il tutto, regalando un tocco di freschezza che esalta ogni singolo ingrediente.

    Gli Stick e i Cubetti di Speck Alto Adige IGP sono un esempio perfetto di come la tradizione possa incontrare l’innovazione, offrendo un’esperienza gastronomica completa, pratica e gustosa. La qualità delle carni, il processo di lavorazione attento e le ricette che esaltano ogni sfumatura del sapore sono garanzia di una cucina che sa come stupire. Con Recla, ogni piatto diventa una festa per il palato.

    Per maggiori informazioni: www.recla.it

    Ecco una gustosa ricetta semplice da fare a casa:

    PINSA CON BURRATA, CARCIOFI GRIGLIATI E SPECK ALTO ADIGE IGP
    10 minuti – facile 1 persona


    Ingredienti:

    1 base di pinsa pronta
    100 gr burrata
    70 gr Recla Speck Alto Adige IGP Stick
    3-4 carciofi sott’olio grigliati
    1 cucchiaino di pinoli
    basilico
    pepe

    Preparazione:

    Preriscaldare il forno a 220°.

    1. Nel frattempo, sgocciolare i carciofi dall’olio e tagliarli a fettine.
    2. Infornare la pinsa per 5-6 min.
    3. Farcirla con la burrata spezzettata, i carciofi, lo Speck Alto Adige IGP Stick e i pinoli tostati.
    4. Completare con le foglioline di basilico spezzettate e un pizzico di pepe.
  • Caruso Nuovo Bistrot propone il menù di primavera

    Caruso Nuovo Bistrot propone il menù di primavera

    Caruso Nuovo Bistrot, presso il Grand Hotel et de Milan, è l’ultima esperienza gourmet a Milano dello chef stellato Gennaro Esposito.

    Una cucina conviviale, mediterranea, elegante, dove l’ospite sente il calore di casa e allo stesso tempo, assapora piatti ricercati ma immediati e appaganti: questo è il Caruso Nuovo Bistrot, in cui classicità e contemporaneità si intrecciano alla proposta gastronomica portata in tavola dall’Executive chef Francesco Potenza e firmata dallo chef Gennaro Esposito.

    Il ristorante ha aperto le sue porte  a gennaio 2024, all’interno del Grand Hotel et de Milan e con la sua piacevole veranda si affaccia sulla piazzetta Croce Rossa diventando in pochissimo tempo il punto di riferimento e d’incontro per il quadrilatero di via Montenapoleone. Per gli interni, firmati Dimorestudio, sono stati mantenuti  i dettagli storici degli ambienti, riportando alla luce uno spazio con colonne, intarsi, pavimenti in graniglia, tutti elementi tipici di una Milano classicista, aggiungendo elementi di forte carattere nel rispetto della struttura, in un meticoloso percorso di ricostruzione storica, e dando così vita a uno spazio eclettico, da viaggiatore cosmopolita, dove l’Oriente incontra l’Occidente.

    La filosofia alla base della proposta gastronomica del Caruso Nuovo Bistrot è fatta di radici e di tradizioni, con particolare riferimento alla cucina partenopea dei due chef. Un Bistrot dove ritrovare il calore della famiglia e del cibo condiviso, che diventa esperienza intima di un riunirsi intorno al tavolo, per creare ricordi, per mettere in compartecipazione chiacchiere e racconti, portate e condimenti. D’altra parte, il Caruso Nuovo Bistrot è da sempre luogo di ritrovo, salotto di Milano che narra di persone, di cibo, di cultura e di teatro. “Le origini sono il punto di incontro e di appartenenza per coltivare nuovi frutti” racconta la famiglia Bertazzoni. Radici comuni, rappresentate anche dalla musica e dall’arte: da un lato la vivacità e la leggerezza della Penisola Sorrentina con la poesia partenopea; dall’altro, la storia e l’eleganza di Milano e dell’opera, con il Teatro alla Scala, il Risorgimento e Giuseppe Verdi. E’ nato così un ristorante che si è distinto per la sua mediterraneità, per i colori e profumi e i sapori intensi delle materie prime, protagoniste assolute del menù. Il tutto nel calore dell’accoglienza e nella capacità del team di sala di far sentire l’ospite sempre al centro. Un locale che porta con sé l’allegria e il carattere di un bistrot, leggero e salottiero.

    IL MENU’ DI PRIMAVERA

    I SAPORI DI UNA NUOVA STAGIONE PIENA DI SOLE
    Anche al Caruso Nuovo Bistrot arriva la primavera, e con sé porta una ventata frizzantina di novità nel nuovo menu stagionale del ristorante. A ispirare le nuove proposte sono le verdure e i legumi di stagione, come le fave, i piselli, gli asparagi, ingredienti semplici ma ognuno con un proprio carattere.
    La proposta gastronomica del ristorante del Grand Hotel et de Milan è firmata dallo chef Gennaro Esposito e portata in tavola dall’Executive chef Francesco Potenza e mantiene la personalità fortemente mediterranea che fin da subito l’ha contraddistinta: un’unione tra la tradizione partenopea e quella milanese, sempre mantenendo un occhio di riguardo all’italianità e alla ricerca dei prodotti freschi e all’eccellenza delle materie prime. Il gioco all’interno dei piatti del ristorante è di esaltare la tradizione
    mediterranea con i prodotti del Sud Italia, con un’identità precisa fatta di convivialità e italianità.
    Accanto ai piatti ormai signature, insostituibili poiché firma della personalità gastronomica del Caruso Nuovo Bistrot, si affiancano le proposte del menù primaverile, con un occhio di riguardo alle sfumature del verde e alle primizie di stagione. Tra queste, gli antipasti Un’insalata di mare contemporanea, con salsa di lattuga, acqua di pomodoro, e diversi pesci con molteplici cotture; e Seppia e piselli, un piatto in cui
    nessun elemento viene sprecato: l’osso essiccato della seppia viene grattugiato come elemento di sapidità, mentre i piselli in varie consistenze permettono di giocare con i sapori del piatto: uniti con la menta regalano una nota balsamica, con i baccelli si fa il brodo utilizzato per la cottura della seppia.
    Tra i primi piatti regala il ricordo del mare il Tagliolino ai ricci di mare, fave e pepe di Sechuan, i cui i ricci di mare arrivano direttamente dalla Puglia o dalla Sicilia, e hanno quindi un sapore più dolce che amarognolo, che si sposa bene con il retrogusto balsamico del pepe; il Plin ripieno di ricotta di bufala dop, bruscandoli saltati e melissa, in cui la tradizione del Nord si incastra in modo perfetto con il Sud, grazie alla mantecatura con il burro allo zafferano. Come un risotto a primavera è un’ode ai vegetali
    e ai sapori freschi e profumati di questa stagione: l’estrazione di asparago bianco, le fave, i piselli, gli asparagi, vengono completati dal succo concentrato di arancia che dona una spinta frizzantina al piatto.

    Un altro piatto sicuramente omaggio alla tradizione mediterranea è il Baccalà alla bella donna, in cui tutta la ricetta ha inizio dal concentrato di pomodoro da cui si ricrea il sugo alla puttanesca, con origano, olive a rondelle, e infine il baccalà cotto a bassa temperatura abbinato alle puntarelle.
    Tra i dessert, è impossibile non citare la Melanzana al cioccolato, una preparazione frequente nelle case e nelle tradizioni del Sud Italia, in particolare tra Campania e Puglia, ma che a Milano non si vede facilmente, in una particolare versione vegana; e il Dolce scrigno, dalla base di yuzu e limone, un cremoso allo yogurt, e che al suo interno si apre come uno scrigno rivelando un ripieno di mousse di pistacchio al cui centro c’è la composta di lampone.
    “Dopo sei mesi dall’apertura in cui abbiamo affinato il lavoro di squadra sia in sala che in cucina, siamo pronti a presentare un menu che rispecchia al 100% la filosofia gastronomica mediterranea ed elegante del Caruso Nuovo Bistrot” afferma l’Executive chef Francesco Potenza “Un menu di carattere, che esprima al meglio la nostra identità e la direzione che abbiamo preso con costanza e determinazione. Un omaggio alle primizie primaverili che la nostra terra ci regala in abbondanza, dalla Lombardia alla Campania”
    A partire da lunedì 15 aprile, in occasione del Salone del Mobile, il Caruso Nuovo Bistrot apre il suo dehor esterno, sempre con la formula all day dining che contraddistingue il ristorante.

    CARUSO NUOVO BISTROT
    Piazzetta Croce Rossa, 20122 Milano (MI)
    +39 02/72314039
    caruso@grandhoteletdemilan.it

  • La Paella de marisco

    La Paella de marisco

    La paella de marisco (o valenciana) è sicuramente la più conosciuta da noi turisti. Oggi mi cimento in questa preparazione, ostinandomi a prepararla seguendo una ricetta originale valenciana (su Google tutti vantano la “ricetta originale”. Ma ormai siamo scafati e sappiamo che, non solo ogni regione spagnola, ma ogni famiglia, ha la sua “ricetta esclusiva”).

    La paella de marisco come la preparo io è sufficientemente complicata che mi piace pensare sia quella originale.

    Ma le mie certezze sono cadute quando, durante un week end a Barcellona, e durante la visita immancabile al mercato della Bouqueria, l’ ho vista preparare al momento. Mi trovavo al bancone di uno dei ristoranti all’interno (ristorante è una parola grossa, era un bancone con dietro tutti i fornelli, griglie e pentoloni che friggevano) dove dei velocissimi e incredibili “chef” cucinavano al momento deliziosi piatti di pesce, fra cui la “paella”. Avevano padelle (paelle) di ferro pesante dove in pochi minuti, rigirando in continuazione il riso (per noi un delitto!), insieme al pesce, lo facevano saltare e …voilà , servita. Sicuramente era buonissima, si vedeva dalla “faccia”. Ma ha fatto saltare tutte le mie certezze sull’esigenza di seguire alla lettera le ricette tradizionali. Comunque, proverò anche la versione rapida, ma intanto vi propongo la paella che ho cucinato poco tempo fa.

    Ingredienti per 4 persone:

    • Riso Bomba, 320 grammi a persona. Vi dico dove arriva il mio pragmatismo. Non ho trovato il riso Bomba in Italia e l’ho ordinato su Amazon. Non dico il prezzo perché ho voluto dimenticarlo (euro 16,20 per 1 kg)

    • Brodo di pesce (vendono i  dadi al supermercato, io lo trovo all’Esselunga) 640 cc.
    • 8 gamberi.
    • 8 cozze.
    • 1 seppia di media grandezza.
    • 200 gr di vongole.
    • Un po’ di zafferano
    • una manciata di piselli surgelati sbollentati

    Penso che non sia necessario spiegare come metterle sul fuoco per farle aprire, poi si tiene solo il mezzo guscio,

    Le seppie vanno pulite e tagliate in pezzi di 2 o 3 cm

    I gamberi devono essere devenati, ad alcuni potete tenere la testa perché è decorativa

    Ingredienti per il soffritto:

    Se intendete ripetere l’esperienza, vi conviene fare una dose doppia, metterete una metà in freezer e  vi risparmierete un bel valoro la prossima volta

    • 1 peperone verde
    • una cipolla
    • 1 peperoncino rosso
    • 2 spicchi d’aglio
    • 2 pomodori (che sbollenterete e sbuccerete)
    • 1 cucchiaio di chorizo. Io non l’avevo e l’ho sostituito degnamente con l’anduja calabra. Oppure un pezzo di salciccia piccante napoletana
    • 1 foglia di alloro
    • Olio extra vergine di oliva e sale

    Procedimento per la paella de marisco:

    Nettate i peperoni, la cipolla e l’aglio e tritate tutto insieme

    • Mettere sul fuoco la padella per paella (capitolo a parte!), con poco olio di oliva, quando si è ben scaldato aggiungere le verdure tritate e il sale. Cuocere fino a quando diventano leggermente dorate (15 minuti), mescolandole ogni tanto
    • Aggiungere i pomodori sbucciati e tritati, insieme al chorizo, o all’anduja (che buona!). Fare amalgamare per 3/4 minuti. Prelevatene una metà che potrete freezzerare per la prossima volta.
    • Preparare il brodo di pesce (o brodo normale, o acqua se non avete altro) portandolo a ebollizione tenendolo pronto
    • Aggiungere le seppie tagliate nella padella con il soffritto, rosolare per 5 minuti
    • Aggiungete i piselli sbollentati

    • Aggiungete il riso e mescolate per un paio di minuti
    • Aggiungete il brodo bollente, lo zafferano, l’alloro e le vongole
    • Scuotete la padella per distribuire bene il riso
    • Quando riprende il bollore, appoggiate sulla superficie le cozze e i gamberi, senza mescolarle
    • abbassare la fiamma al minimo e cuocere per circa 18-20 minuti
    • l’ortodossia della paella dice che non si deve più mescolare, al massimo scuotere la padella ogni tanto leggermente

    Servire in tavola la paella de marisco

    • se tutto ha funzionato bene, il riso deve aver assorbito tutto il brodo, essere leggermente al dente, ma ben cotto. Se così non fosse, usiamo i trucchi che conosciamo: se c’è troppo brodo, alziamo la fiamma fino a completo assorbimento. Se il riso è ancora duro, aggiungere il brodo (o acqua) sempre bollenti
    • Spegnare la fiamma, coprite con un foglio di alluminio (o una coperchio grande se l’avete),  lasciate riposare 5 minuti
    • servite in tavola direttamente la padella (o paella), dove ogni commensale si servirà direttamente. Oppure fate voi le porzioni dividendo equamente riso, frutti di mare, seppie e gamberi

    Come è  riuscita la mia paella di  marisco?

    Non tutte le ciambelle riescono col buco, e non tutte le paelle sono cotte a puntino. Io per paura che il riso non cuocesse, l’ho tenuto sul fuoco qualche minuto in più. Il sapore era ottimo (e ci  mancherebbe con tutti quei super ingredienti!) ma il riso era un po’ troppo cotto). Quindi fate molta attenzione alla cottura.

    La padella da “paella di marisco”

    Sapete tutti che “paella” vuol dire semplicemente “padella”. Io vi consiglio, solo se pensate di usarla abbastanza spesso, la vera padella in ferro, pesante, da trattare con cura. Non va mai lavata con acqua, ma strofinata con carta cucina imbevuta di olio fino a completa pulizia. Poi si ripone con un’ultima passata di olio pulito e avvolta in carta