Tag: FATTO IN CASA

  • La Cucina … “Allargata”!

    La Cucina … “Allargata”!

    La Cucina Allargata è il nome che abbiamo scelto e che meglio ci rappresenta. Siamo gli stessi che abbiamo creato, dapprima il magazine cartaceo e poi il sito, Cipria Magazine tanti anni fa. ll claim di Cipriamagine è “un tocco di bellezza nella tua vita”. Per questo ci piace parlarvi di tutto quello che, secondo noi, può darci piacere e rendere più belle le nostre giornate. Il claim di questo sito è, invece, “sono un tocco di gusto nella tua vita!”.

    L’ amore per se stessi, prima di tutto, a partire dalla salute, della cura del corpo e del viso. La voglia di giocare con il trucco sempre alla scoperta di nuove tendenze, di nuovi colori e di nuove texture. Per non parlare dei profumi, i veri interpreti dei nostri sensi, capaci di sedurre, ammaliare e farci ricordare.

    L’amore per la nostra anima, che cerchiamo di nutrire con l’arte, dalla letteratura al teatro, dai buoni film alle mostre.

    Per chi se lo può permettere, esistono luoghi ove è più facile vivere immersi nella più spettacolare natura, con un concentrato di cultura e storia a portata di mano, e, non un ultima, una cucina stellare. Sono le Spa e i centri benessere situati nei posti più belli d’Italia.

    Tutto questo è Cipriamagazine. Ma per noi c’è un altro tipo di bellezza, che appaga i sensi e il cuore: la cucina. Non quella dei grandi chef, che ci hanno fatto l’onore di raccontare le loro storie di successo e regalarci le loro ricette, ma la cucina di casa. Quella che si fa per la famiglia, per chi è sempre a dieta, per le nipoti quando ci vengono a trovare, per ricordare e tramandare quella che facevano le mamme e addirittura le nonne. Per cercare di rifare un piatto assaggiato durante un viaggio, dove (io lo faccio sempre) abbiamo addirittura comperato quella pentola che usano soltanto lì (sono tornata dal Marocco con una vera pesantissima Tajine) , il libro di ricette più autentico (giuro che ho un libro di ricette vickinghe che mi ha portato mia figlia maggiore dal circolo polare artico e gli ingredienti introvabili da noi.

    Perché uno spazio dedicato alla “La Cucina Allargata”?

    Perché spazieremo dai ricordi di famiglia, e nella nostra famiglia convivono tradizioni venete, toscane, emiliane, siciliane….perché da ogni viaggio siamo tornate, e speriamo di poter riprendere presto, con ricordi e profumi che si esprimono un una nuova ricetta.

    Non aspettatevi la perfezione, noi cuciniamo solo per portare in tavola pranzo, cena, merende e per le occasioni speciali (Natale, Pasqua, ecc…).

    Siamo noi stesse ammiratrici e seguaci di tutti i migliori siti di cucina, che consultiamo spessissimo. A volte ci dimentichiamo di fare le foto con le varie sequenze, la scenografia non esiste, ma ogni ricetta ha una storia, tiene vivo un ricordo, o spera di rendere felice qualcuno. A volte, anzi molto spesso, sono esperimenti. E vi renderemo partecipi anche degli insuccessi!

    Perché abbiamo scelto come nome “La Cucina Allargata” ?

    Perché siamo una famiglia un po’ allargata (beh, direi molto allargata), dove le donne hanno una netta prevalenza e, per noi, scambiarci consigli, ingredienti, ricette, foto di successi o insuccessi, è normale e vorremmo condividere con voi questa nostra quotidianità.

    Chi siamo?

    Io sono Maruska e  adoro cucinare nel rispetto delle tradizioni di ogni regione (italiana) o Paese diverso che mi incuriosisce. Sono mamma di Michela Vittoria (intollerante ai latticini, fornirà ricette alternative), di Francesca (forse la meno appassionata di cucina riesce però a sorprenderci) e di Federica (la più alternativa ma non per questo meno rigorosa). Sono anche una nonna entusiasta di Sara (attenta sperimentatrice della cucina vegana) e Alessia (appassionata di cucina orientale). Gli uomini? Quelli che vedete nella foto sono tutti acquisiti per matrimonio o fidanzamento. Noi amiamo dire che ce li scegliamo e, se amano cucinare o mangiare con passione, ne teniamo ancora più conto nella nostra scelta!

     

    Chi siamo?

    Io sono Maruska e  adoro cucinare nel rispetto delle tradizioni di ogni regione (italiana) o Paese diverso che mi incuriosisce. Sono mamma di Michela Vittoria (intollerante ai latticini, fornirà ricette alternative), di Francesca (forse la meno appassionata di cucina riesce però a sorprenderci) e di Federica (la più alternativa ma non per questo meno rigorosa). Sono anche una nonna entusiasta di Sara (attenta sperimentatrice della cucina vegana) e Alessia (appassionata di cucina orientale). Gli uomini? Quelli che vedete nella foto sono tutti acquisiti per matrimonio o fidanzamento. Noi amiamo dire che ce li scegliamo e, se amano cucinare o mangiare con passione, ne teniamo ancora più conto nella nostra scelta!

  • La Paella de marisco

    La Paella de marisco

    La paella de marisco (o valenciana) è sicuramente la più conosciuta da noi turisti. Oggi mi cimento in questa preparazione, ostinandomi a prepararla seguendo una ricetta originale valenciana (su Google tutti vantano la “ricetta originale”. Ma ormai siamo scafati e sappiamo che, non solo ogni regione spagnola, ma ogni famiglia, ha la sua “ricetta esclusiva”).

    La paella de marisco come la preparo io è sufficientemente complicata che mi piace pensare sia quella originale.

    Ma le mie certezze sono cadute quando, durante un week end a Barcellona, e durante la visita immancabile al mercato della Bouqueria, l’ ho vista preparare al momento. Mi trovavo al bancone di uno dei ristoranti all’interno (ristorante è una parola grossa, era un bancone con dietro tutti i fornelli, griglie e pentoloni che friggevano) dove dei velocissimi e incredibili “chef” cucinavano al momento deliziosi piatti di pesce, fra cui la “paella”. Avevano padelle (paelle) di ferro pesante dove in pochi minuti, rigirando in continuazione il riso (per noi un delitto!), insieme al pesce, lo facevano saltare e …voilà , servita. Sicuramente era buonissima, si vedeva dalla “faccia”. Ma ha fatto saltare tutte le mie certezze sull’esigenza di seguire alla lettera le ricette tradizionali. Comunque, proverò anche la versione rapida, ma intanto vi propongo la paella che ho cucinato poco tempo fa.

    Ingredienti per 4 persone:

    • Riso Bomba, 320 grammi a persona. Vi dico dove arriva il mio pragmatismo. Non ho trovato il riso Bomba in Italia e l’ho ordinato su Amazon. Non dico il prezzo perché ho voluto dimenticarlo (euro 16,20 per 1 kg)

    • Brodo di pesce (vendono i  dadi al supermercato, io lo trovo all’Esselunga) 640 cc.
    • 8 gamberi.
    • 8 cozze.
    • 1 seppia di media grandezza.
    • 200 gr di vongole.
    • Un po’ di zafferano
    • una manciata di piselli surgelati sbollentati

    Penso che non sia necessario spiegare come metterle sul fuoco per farle aprire, poi si tiene solo il mezzo guscio,

    Le seppie vanno pulite e tagliate in pezzi di 2 o 3 cm

    I gamberi devono essere devenati, ad alcuni potete tenere la testa perché è decorativa

    Ingredienti per il soffritto:

    Se intendete ripetere l’esperienza, vi conviene fare una dose doppia, metterete una metà in freezer e  vi risparmierete un bel valoro la prossima volta

    • 1 peperone verde
    • una cipolla
    • 1 peperoncino rosso
    • 2 spicchi d’aglio
    • 2 pomodori (che sbollenterete e sbuccerete)
    • 1 cucchiaio di chorizo. Io non l’avevo e l’ho sostituito degnamente con l’anduja calabra. Oppure un pezzo di salciccia piccante napoletana
    • 1 foglia di alloro
    • Olio extra vergine di oliva e sale

    Procedimento per la paella de marisco:

    Nettate i peperoni, la cipolla e l’aglio e tritate tutto insieme

    • Mettere sul fuoco la padella per paella (capitolo a parte!), con poco olio di oliva, quando si è ben scaldato aggiungere le verdure tritate e il sale. Cuocere fino a quando diventano leggermente dorate (15 minuti), mescolandole ogni tanto
    • Aggiungere i pomodori sbucciati e tritati, insieme al chorizo, o all’anduja (che buona!). Fare amalgamare per 3/4 minuti. Prelevatene una metà che potrete freezzerare per la prossima volta.
    • Preparare il brodo di pesce (o brodo normale, o acqua se non avete altro) portandolo a ebollizione tenendolo pronto
    • Aggiungere le seppie tagliate nella padella con il soffritto, rosolare per 5 minuti
    • Aggiungete i piselli sbollentati

    • Aggiungete il riso e mescolate per un paio di minuti
    • Aggiungete il brodo bollente, lo zafferano, l’alloro e le vongole
    • Scuotete la padella per distribuire bene il riso
    • Quando riprende il bollore, appoggiate sulla superficie le cozze e i gamberi, senza mescolarle
    • abbassare la fiamma al minimo e cuocere per circa 18-20 minuti
    • l’ortodossia della paella dice che non si deve più mescolare, al massimo scuotere la padella ogni tanto leggermente

    Servire in tavola la paella de marisco

    • se tutto ha funzionato bene, il riso deve aver assorbito tutto il brodo, essere leggermente al dente, ma ben cotto. Se così non fosse, usiamo i trucchi che conosciamo: se c’è troppo brodo, alziamo la fiamma fino a completo assorbimento. Se il riso è ancora duro, aggiungere il brodo (o acqua) sempre bollenti
    • Spegnare la fiamma, coprite con un foglio di alluminio (o una coperchio grande se l’avete),  lasciate riposare 5 minuti
    • servite in tavola direttamente la padella (o paella), dove ogni commensale si servirà direttamente. Oppure fate voi le porzioni dividendo equamente riso, frutti di mare, seppie e gamberi

    Come è  riuscita la mia paella di  marisco?

    Non tutte le ciambelle riescono col buco, e non tutte le paelle sono cotte a puntino. Io per paura che il riso non cuocesse, l’ho tenuto sul fuoco qualche minuto in più. Il sapore era ottimo (e ci  mancherebbe con tutti quei super ingredienti!) ma il riso era un po’ troppo cotto). Quindi fate molta attenzione alla cottura.

    La padella da “paella di marisco”

    Sapete tutti che “paella” vuol dire semplicemente “padella”. Io vi consiglio, solo se pensate di usarla abbastanza spesso, la vera padella in ferro, pesante, da trattare con cura. Non va mai lavata con acqua, ma strofinata con carta cucina imbevuta di olio fino a completa pulizia. Poi si ripone con un’ultima passata di olio pulito e avvolta in carta